La raccolta delle patate rappresenta uno dei momenti più delicati dell’intero ciclo colturale, da cui dipende in larga parte la qualità, la quantità e la conservabilità del raccolto. Tuttavia, agire nel periodo sbagliato può compromettere in maniera significativa i risultati di mesi di lavoro. Raccogliere le patate troppo presto o troppo tardi significa rischiare rispettivamente di ottenere tuberi di scarsa qualità, facilmente deperibili oppure soggetti a malattie, riducendo così la resa dell’orto domestico o professionale.
Il segnale decisivo per la raccolta: l’importanza della parte aerea
Storicamente, negli orti italiani, il segnale più affidabile per stabilire se le patate sono pronte per la raccolta è osservare con attenzione le condizioni della parte aerea, ovvero il fogliame della pianta. Quando foglie e steli iniziano a ingiallire, appassire e infine seccare, danno una chiara indicazione che la pianta ha concluso il proprio ciclo vegetativo e trasferito nei tuberi tutte le sostanze nutritive possibili.
Fino a quel momento, una pianta di patata verde e rigogliosa indica che il processo di maturazione sotterraneo non è ancora terminato: i tuberi, quindi, non hanno ancora sviluppato una buccia adeguatamente spessa e resistente, indispensabile per la buona conservazione. Procedere prima di questo stadio porta a patate immature, facilmente danneggiabili e meno saporite.
Il segnale esatto è dunque l’ingiallimento e la completa essiccazione del fogliame. Solo a quel punto, e mai prima, si può iniziare la raccolta senza il rischio di compromettere la qualità del raccolto.
Secondo molti orticoltori esperti il metodo empirico più efficace consiste nello scavare una pianta campione e strofinare un tubero tra le dita: se la buccia non si stacca, la patata ha raggiunto la giusta maturazione e può essere raccolta in sicurezza.
I rischi di una raccolta prematura o tardiva
Ignorare o fraintendere i segnali naturali della pianta può avere conseguenze disastrose:
- Raccolta troppo precoce: I tuberi risultano piccoli, con una buccia sottile che si stacca facilmente, vulnerabili agli urti e attaccabili da muffe e batteri. Queste patate sono adatte solo al consumo immediato e non alla conservazione.
- Raccolta tardiva: Se si attende troppo dopo che le piante sono ormai secche e il terreno è umido o soggetto a piogge frequenti, i tuberi rischiano di marcire o, peggio, di essere attaccati da patogeni fungini come la peronospora. In annate molto piovose, il rischio aumenta sensibilmente, per questo si consiglia comunque di non rimandare eccessivamente la raccolta subito dopo la completa essiccazione delle piante.
Un altro aspetto fondamentale riguarda la conservazione: solo le patate mature, raccolte nel momento ottimale, possono resistere per mesi nei magazzini senza deperire. Nei casi in cui si desiderino le cosiddette “patate novelle”, ovvero raccolte in anticipo, è bene sapere che esse devono essere consumate entro breve e hanno resistenza limitata agli agenti esterni.
L’influenza delle varietà e dei tempi di semina
Non tutte le patate maturano nello stesso periodo: la varietà scelta e la data di semina influenzano in modo significativo il calendario della raccolta. Esistono patate precoci che maturano già dopo 90-100 giorni, patate semi-precoci intorno a 110-120 giorni e patate tardive che possono necessitare anche di 140-150 giorni dal trapianto.
Per ottenere una raccolta ottimale è consigliabile:
- Annotare la data esatta della semina.
- Rispettare i giorni minimi indicati per la varietà scelta.
- Monitorare costantemente l’andamento climatico e lo stato delle piante.
- Affidarsi sempre all’osservazione empirica del fogliame.
Nel caso di annate particolarmente piovose o con forte presenza di malattie fungine, può essere consigliabile anticipare leggermente la raccolta, soprattutto se si notano sintomi evidenti di malattia sulle foglie. In questo modo si riduce il rischio di peronospora sui tuberi, una delle malattie più pericolose per questo ortaggio.
Consigli pratici per la raccolta e la conservazione
Quando arriva il momento giusto, la raccolta delle patate deve essere svolta con delicatezza. È opportuno scegliere una giornata asciutta: così facendo, i tuberi escono dal terreno già parzialmente puliti dal fango e con minore rischio di sviluppare marciumi. Dopo aver sradicato con cura le piante, si consiglia di lasciar asciugare le patate sul terreno per alcune ore, evitando però l’esposizione diretta al sole intenso, che può causare la formazione di solanina.
Le patate devono poi essere conservate in locali asciutti, bui e con temperatura compresa tra 6 e 10°C. Un magazzino ben aerato previene la formazione di muffe e germogli prematuri. Prima di riporle, è utile selezionare i tuberi danneggiati, che vanno consumati per primi.
Per chi desidera seguire i ritmi lunari, la tradizione contadina suggerisce di raccogliere le patate nelle ore pomeridiane che seguono la luna piena, ma è soprattutto il ciclo vitale della pianta e le condizioni climatiche del momento a stabilire la finestra davvero ideale.
In sintesi, il segnale esatto per la raccolta delle patate resta la fine del ciclo vegetativo con l’essiccazione completa del fogliame, a cui segue la verifica della buccia del tubero. Seguire questi parametri permette di evitare errori e garantire un raccolto abbondante, sano e conservabile nel tempo.